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MUSIQUE D'ANTAN III

per pianoforte solo
grado di difficoltà: medio
durata: 5' ca.
anno di composizione: 2005
opera di proprietà dell'autore
OPERA DEPOSITATA ALLA SIAE

 

Una folta schiera di musicisti e di fruitori di musica ravvisa in taluni esiti sperimentali delle neoavanguardie degli anni Cinquanta del Novecento una negazione della musica in quanto "arte dei suoni" e dunque dell'ascolto. Fra i pianisti nutriti di passato non mancano coloro che disistimano le asettiche e suddette sperimentazioni .

L'autore ha steso una composizione nel corso della quale fluisce l'aura di una musica diatonica e influenzata dalla melodia australiana assunta a costante riferimento.

L'autore sospetta che in una consapevole regressione a stagioni declinate non si consumi tanto una tendenza alienante (non importa se "neoclassica" o "neoromantica") del soggetto regrediente quanto un'attitudine di quest'ultimo ad eludere la propria presenza all'interno di codici e poetiche che troppo lungamente e dogmaticamente enfatizzarono, con inverecondia da slogan di corteo, la propria sedicente attualità. Così come nel classicismo l'Io è stemperato in ogni struttura ma non afferma se stesso con superflua perentorietà, analogamente nelle pieghe di codici e poetiche abbrunati è possibile il crepuscolare ridestarsi   di una soggettività che pur non coincidendo con ciò che tramontò consentì che in quei memorabili tramonti il naufragar le fosse dolce.