| LÌMINE
per trio d’archi (violino, viola, violoncello)
grado di difficoltà: alto
durata : 10’ ca.
anno di composizione: 1971; revisione 1986
I esecuz.: Rotterdam, Festival SIMC, 24.10.1974, Trio Gaudeamus
I esec. rev.: Paris, France Musique, 27.5.1986, Trio à
cordes de Paris
Edizioni Suvini Zerboni, Milano
(le parti sono disponibili a noleggio)
esiste la registrazione live
OPERA DEPOSITATA ALLA SIAE
Terzo nella sequenza di lavori composti
dopo la primavera del 1971 (successivo ai due esiti per pianoforte,
Segni e Ritografia ) Limine per violino, viola e violoncello
fu scritto anche per indagare le possibilità dei tre
strumenti oltre la soglia (“limine”) della usualità
esecutiva. Affinché siffatta propensione non producesse
una scrittura avventata, occorreva individuare il labile confine
oltre il quale non andare. Le prime pagine del trio testimoniano,
anche acusticamente, la fluttuazione fra l'orrore per una
pratica esecutiva comune e l'ebbro disagio insito nel distacco
da essa: la difficoltà delle predette pagine –
ancorché superabile - è grande.
Più segrete induzioni motivarono l'organico del trio
e non quello del quartetto: l'ossessione geometrica mal tollerava
l’asimmetria costituita dai due violini, presenti nel
quartetto
Dopo la prima esecuzione della versione primigenia (affidata
al Trio del Gaudeamus Quartet che la propose il 24.10.1974
a Rotterdam, nel corso del Festival SIMC) e in coincidenza
della prima esecuzione in Francia, l’autore predispose
una nuova versione, divenuta definitiva.
Limine vanta la decisiva e generosa consulenza di Paolo Borciani,
primo violino del mitico Quartetto Italiano.
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